Liberi di Scegliere

Progetto Ambiente è iscritto alla lista degli imprenditori pizzofree

Certificazioni

Progetto Ambiente è un laboratorio accreditato. Per Visualizzare le Prove clicca qui.

Contatti

Tel/Fax: 095 535522

laboratorio@progettoambiente.org

progetto_ambiente@pec.it

Via A.Mario 2

95129 - Catania

Cerca

Home ACQUA
Acqua
Campionamento PDF Stampa E-mail

campionamento

 
Parametri Chimici e Microbiologici PDF Stampa E-mail

legge

 
Aspetti Normativi D.lgs 152/06 Parte III PDF Stampa E-mail

D.lgs 152/06

 
Istruzioni per il Campionamento PDF Stampa E-mail

Momento fondamentale al fine di avere un campione rappresentativo necessita di piccole accortezze. Suggeriamo quindi di seguire attentamente le istruzioni che vi riportiamo qui di seguito in modo da poter campionare l'Acqua da soli.

Bisogna subito precisare, come già indicato, i parametri che vi consigliamo di monitorare sono di due tipi:

- Parametri Chimici (pH, Conducibilità, Residuo fisso a 180°C, Durezza, Azoto nitrico, Azoto Ammonicale, Azoto Nitroso, Cloruri, Solfati, Carbonati e Bicarbonati, Potassio, Sodio, Calcio, Magnesio);

- Parametri microbiologici (conta batterica a 36°C e 22°C, escherichiacoli, coliformi, enterococchi).

Il campionamento per la determinazione dei parametri Chimici che vi consigliamo di ricercare nella vostra acqua è più semplice, mentre quello microbiologico richiede più attenzione.

Vediamo dunque la procedura da seguire.

Attrezzatura necessaria.

- pennarelo indelebile;

- Bottiglia da almeno 1,5 Litri meglio se di vetro ma va bene anche di plastica pulita (anche riciclata purchè pulita) questa serve per la ricerca dei parametri chimici; Scrivere nella bottiglia il proprio nome e cognome;

- Contenitore sterile per le urine che si può acquistare in farmacia 1 delle 24 ore (2,5 litri) o 6 di quelli piccoli da 150 ml questo serve per le analisi microbiologiche. Il contenitore sterile da la garanzia che l'eventuale presenza microbica provienga solo dal campione analizzato. Anche qui scrivere col pennarello indelebile il proprio nome e cognome;

- Cotone;

- Accendino;

- Alcol etililico;

- Pinzette per le sopracciglia;

- pinza.

Precedimento.

Togliere dal lavello ogni cosa (tappetini di plastica, proteggi sifone tutto ciò che è di plastica o che si può infiammre) svitare con la pinza il filtro che c'è apposto sul rubinetto, con molta attenzione staccare un bel pezzo di cotone imbevuto di alcool etilico accendere questa piccola torcia e flambare per una decina di secondi il rubinetto (se di plastica ovviamente non farlo). Quindi fare cadere il batuffolo di cotone nel lavello aprire l'acqua e farla scorrere per un paio di minuti. Quindi aprire il contenitore per le urine e riempirlo completamente (NON APRIRLO PRIMA, APRIRLO SOLO PER RACCOGLIERE IL CAMPIONE E RICHIUDERLO IMMEDIATAMENTE). Poi prendere la bottiglia di vetro o di plastica sciacquarla un paio di volte (avvinarla) e riempire un secondo campione. Quindi recarsi in laboratorio.

Tempistica e trasporto del campione.

Quanto segue vale per entrambi i campioni. Il campione deve giungere in laboratorio in tempi brevi comunque entro le 24 ore dal campionamento. Nel trasporto il campione dovrebbe viaggiare a temperatura refrigerata. Tra il campionamento e la consegna in laboratorio mettere i campioni in frigorifero.

 
Sostanze Indesiderabili PDF Stampa E-mail

Le acque per il consumo umano devono essere pure, non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute. In genere Il Laboratorio fa una selezione dei parametri da controllare tra tutti quelli previsti dalla legge. Si tratta delle sostanze più rappresentative della qualità e della tipologia di acqua, come sodio, durezza, fluoruri, cloruri, solfati. Poi vi sono alcuni inquinanti che testimoniano una contaminazione riconducibile a cause precise.

Vediamo quali sono, da cosa dipende la loro presenza ed entro quali limiti è tollerata.

Nitrati. Sono composti naturalmente presenti nell’ambiente, in quanto sono una delle forme che l’azoto assume nel suo ciclo di vita. La loro presenza nell’acqua potabile ha apporti naturali (dal terreno) piuttosto modesti, la maggior parte deriva da attività umane. L’inquinamento da nitrati è originato da allevamenti, fertilizzanti agricoli e rifiuti industriali o fogne. I nitrati non si legano stabilmente al suolo, non evaporano facilmente, ma hanno un’altissima affinità con l’acqua, sono molto solubili e si diffondono rapidamente in una falda. Il problema dei nitrati in Italia ha un’origine prevalentemente agricola, per l’uso indiscriminato di fertilizzanti in agricoltura. Purtroppo però, i nitrati hanno in molti casi addirittura origine fognaria. Dove la rete fognaria è in cattivo stato o in zone dove abbondano fosse biologiche e altre forme di dispersione dei liquami, può verificarsi una contaminazione della falda o di alcuni pozzi proprio a causa dei liquami.

Limite di legge: 50 mg/l.

Cloruri. Derivano dalla decomposizione di rocce, ma anche da scarichi industriali e urbani. In concentrazioni elevate possono essere corrosivi per le tubature, ma l’effetto negativo principale è sul sapore. I cloruri tendono a dare un sapore salato all’acqua, specialmente per concentrazioni superiori a 200-300 mg/l.

Limite di legge: 250 mg/l, necessario per garantire buone caratteristiche di sapore.

Solfati. Possono essere sia di origine naturale (da rocce sulfuree come le acquetermali) sia sintomo di inquinamento organico da scarichi. Non sono tossici, al peggio sono lassativi o danno irritazioni gastrointestinali (se in elevate concentrazioni).

Limite di legge: 250 mg/l, per gli stessi motivi dei cloruri.

Cloriti. I cloriti sono tipici sottoprodotti di disinfezione, dovuti all’uso di biossido di cloro (ClO2) come disinfettante. Non ci sono forti preoccupazioni rispetto agli effetti sulla salute di questi composti, tuttavia l’Organizzazione mondiale della sanità individua in 700 μg/l un valore-guida provvisorio. In Italia, in alcuni casi, si clora ancora molto l’acqua di rete e questo avviene perché le reti sono in gran parte vecchie e, di fronte a un pericolo di contaminazione dell’acqua distribuita, il gestore preferisce aumentare un po’ la pressione in rete (e questo causa perdite) e la disinfezione.

Limite di legge: 200 μg/l. È molto stringente, il ministero della Salute italiano si è reso conto subito che molti acquedotti non ce l’avrebbero fatta a rispettarlo, così fino al 25 dicembre 2006 (3 anni dopo l’entrata in vigore della legge) sono state tollerate concentrazioni fino a 800 μg/l.

Ora passiamo ai metalli. Oltre a ferro e manganese, che possono dare cattivo sapore, odore e o colore all’acqua ma non sono particolarmente pericolosi (i limiti sono rispettivamente di 200 μg/l e 50 μg/l), vi sono altri metalli che meritano la nostra attenzione.

Alluminio. Non è nota una particolare tossicità dell’alluminio. La sua presenza può essere dovuta a cause naturali (terreno) o, più frequentemente, è attribuibile a trattamenti di potabilizzazione delle acque superficiali: è utilizzato per eliminare altri inquinanti più pericolosi. In forti dosi, perciò, l’alluminio può essere la spia della precedente presenza di altre sostanze.

Limite di legge: 200 μg/l.

Arsenico. È un elemento presente naturalmente in tracce e dipende dalla natura del terreno, ma a volte, soprattutto se la concentrazione è elevata, può essere segnale di contaminazione industriale o smaltimento di rifiuti pericolosi. L’arsenico è tossico e porta a lungo termine a problemi di avvelenamento, per questo esiste un limite massimo di legge molto basso.

Limite di legge: 10 μg/l.

Cromo. È un metallo che può essere presente in varie forme, quella pericolosa è il cosiddetto cromo 6 (o esavalente). La sua presenza dipende spesso da inquinamento dovuto ad attività industriali, ma in piccole quantità può essere rilasciato anche da parti di rubinetteria e impianto idraulico.

Limite di legge: 50 μg/l.

Nichel. È un metallo indesiderabile, è frequente causa di allergia e può causare danni alla salute nel lungo periodo. Il nichel ha un po’ la stessa origine del cromo, perché lo si può trovare sia nel terreno sia in parti di rubinetteria.

Limite di legge: 20 μg/l.

Piombo. Questo parametro potrebbe essere elevato nei centri storici delle città o comunque in abitazioni vecchie, le cui tubature non sono ancora state sostituite e quindi potrebbero rilasciare nell’acqua il piombo di cui sono fatte. Le acque più leggere (bassa durezza, basso residuo fisso), con pochi minerali, sono dei solventi più forti e quindi facilitano questo processo di rilascio del piombo dalle tubature, mentre l’acqua calcarea è meno a rischio. Il problema di una concentrazione elevata di piombo non è quindi relativo all’acqua erogata dall’acquedotto, ma dipende nella stragrande maggioranza dei casi dalle tubature private. Il piombo è un metallo tossico, che si accumula nell’organismo. Mette a rischio in particolare la salute dei bambini, perché lo assorbono di più e i danni si possono avere in fase di sviluppo.

Limite di legge: 10 μg/l, che sono però da raggiungere solo entro il 2013.

Solventi e trialometani. Nelle sue inchieste sul campo Altroconsumo va poi alla ricerca dei composti organoalogenati, la cui presenza è regolamentata per legge perché è il sintomo di un inquinamento da solventi industriali o da sottoprodotti della disinfezione. Per la somma dei due solventi, trielina e tetracloroetilene, il limite di legge è di 10 μg/l, mentre per la somma dei quattro trialometani (cloroformio, bromoformio, dibromoclorometano e bromodiclorometano) il limite è di 20 μg/l.

Testo preso da "Acqua una risorsa da conoscere" Realizzato da regione Lazio in collaborazione con Altroconsumo

 
« InizioPrec.12Succ.Fine »

Pagina 1 di 2

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information