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Biciclette Elettriche a pedalata assistita

E’ successo a Catania, ed in pochi se ne sono accorti. Solo quelli che hanno dovuto subire il sequestro del mezzo con relativa multa.

La storia, che casualmente ho avuto modo di seguire, è quella di una bicicletta elettrica a pedelata assistita. Sono dei veri e propri motorini che si vedono in giro per Catania che hanno i pedali e sono elettrici. Ne ho visto uno parcheggiato vicino ad un bar in pieno centro a Catania accanto la fontana dell’Amenano ed incuriosito sono entrato a parlare con il proprietario. Gli ho chiesto come si trovava e lui mi ha risposto: “la bicicletta funziona bene, solo che è sotto sequestro!”. E si è sotto sequestro perché i vigili urbani di Catania, in particolare uno, ritengono questo sia un motorino, e quindi necessita di targa, assicurazione, bollo ed uso di casco. Dopo qualche giorno è stato il comandante dei vigili urbani in persona a scrivere su La Sicilia, dicendo che queste biciclette devono essere omologate come normali motorini.

Credevo che tutto si fosse fermato a questo punto. Invece dopo qualche mese sono andato dal rivenditore che si trova ad acireale, ed ho chiesto informazioni. Lui mi ha raccontato come è continuata la vicenda. Il comune di Catania è stato condannato al risarcimento dei danni e a disporre il dissequestro del mezzo con sentenza del Giudice di pace del 14 Maggio del 2012. Questo perché i nostri vigili non sono aggiornati sul fatto che l’art. 50 del codice della strada parla di Velocipedi e dice testualmente:

“1. I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare. (1)

2. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza.”

I vigili invece hanno considerato questi come motorini che invece sono regolamentati dall’art. 52.

Lo stesso Codacons si schiera a favore di questi Velocipedi dichiarando testualmente:

“La questione ha suscitato diverse controversie e polemiche, anche per la differente interpretazione del concetto di «pedalata assistita» per le nuove bici elettriche. Adesso il Codacons interviene sostenendo la regolarità di questi mezzi. «Alcune settimane fa, a seguito di alcuni sequestri di mezzi effettuati dalla polizia municipale di Catania – rileva l’ associazione – si era insinuato il dubbio riguardo alla regolarità delle bici cosiddette “a pedalata assistita”, mezzi cioè dotati di un piccolo motore elettrico che aggiunge una piccola spinta a quella esercitata con i pedali. Il Codice della Strada, peraltro in conformità alla normativa europea, disciplina questi mezzi all’ art. 50, precisando che per gli stessi non è necessaria l’ omologazione e la targa, né il casco, né il pagamento dell’ assicurazione da responsabilità civile, prevista invece per i cliclomotori. A seguito di un equivoco a questo punto evidente – aggiunge il Codacons – alcuni vigili urbani, forse non al corrente della nuova normativa del 2003, avevano invece multato i conducenti di tali veicoli, ipotizzando che potessero essere qualificati come ciclomotori e quindi privi di casco, targa ed assicurazione, e procedendo di conseguenza al sequestro dei mezzi. Non sappiamo quale possa essere stata la causa di tale inefficienza, fatto sta che il Giudice di Pace di Catania, con sentenza del 14 maggio 2012, ha invece sancito la conformità di tali veicoli alla definizione di velocipedi, annullando di conseguenza sia la multa che il sequestro». Secondo il Codacons «è noto peraltro che tali mezzi vengono usati da svariati enti locali e comandi di polizia municipale, proprio perché, trattandosi di biciclette, oltre ad essere ecologicamente pulite, non sono soggette alle restrizioni delle zone a traffico limitato, potendo costituire per di più un esempio per i cittadini. Il Codacons, attraverso il presidente regionale avv. Giovanni Petrone, nel chiedere l’ immediato stop ai sequestri esprime il proprio compiacimento per la conclusione di tale vicenda». I vigili, da parte loro, hanno effettuato multe e sequestri nei casi in cui i mezzi non hanno bisogno di pedalata assistita ma si spostano solo grazie al motore elettrico. ”

«Abbiamo chiesto per tre volte – spiegano dalla società – un incontro con il comando ma non abbiamo avuto risposte, non sappiamo che pesci prendere (l’assessore si chiama PESCE  ndr!!). Abbiamo anche incontrato l’assessore all’Urbanistica».

«L’articolo – prosegue la Zenith – parla di bici elettriche a pedalata assistita con un motore di 0,25 kilowatt che si può utilizzare non superando i 25 chilometri l’ora. Sia pedalando sia “con altro dispositivo”. Probabilmente, i vigili hanno pensato che è una legge vecchia. Tanto che le multe sono state per l’articolo 52 sui motori a scoppio. Abbiamo fatto degli incontri per capire meglio, siamo stati anche alla Motorizzazione…».

Questa ennesima figuraccia dell’Amministrazione Comunale è purtroppo passata inosservata, io invece ritengo sia molto grave, in una città come quella di Catania (la città del Sole) che ha bisogno di respirare aria nuova (in tutti i sensi) questi mezzi devono essere sponsorizzati perché fanno parte di una rivoluzione della mobilità alla quale io voglio partecipare attivamente. Pealtro l’azienda è siciliana, di Alcamo, acquista i pezzi e li assembla in Sicilia. Se si considera che l’energia elettrica può venire dal Soleci si muove con questi mezzi, si risparmiano tanti soldi, non si inquina e si vive più sereni e soprattutto non si lavora per dare il frutto del nostro sudore in mano o nelle tasche delle grandi compagnie petrolifere, all’indistria dell’automobile ed alle assicurazioni, che direi si sono già arricchite abbastanza. Bisogna alzare la Testa!


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