I parametri Chimici

Durante il suo percorso l’acqua si arricchisce di minerali, ma anche di metalli e altri elementi. La legge pone limiti severi alle sostanze potenzialmente pericolose.

Attraversando il terreno lungo tutto il suo percorso l’acqua si arricchisce di sostanze che hanno un’influenza sul gusto e sull’odore e più in generale sulla qualità e purezza. Sono minerali come sodio, fluoro, potassio, calcio e magnesio (il contenuto di questi ultimi due indica il grado di durezza dell’acqua). Metalli come ferro e manganese e inquinanti di vario tipo come i nitrati o solventi chimici. La quantità massima di ciascuno di essi è fissata per legge.

I parametri sotto elencati sono strettamente legati gli uni con gli altri per tutta una serie di motivi che non stiamo qui ad approfondire ma che si possono facilmente intuire da ciò che è argomentato di seguito. Inoltre è doveroso sfatare il mito del residuo che si forma nelle stoviglie quando facciamo bollire l’acqua, questo non è indice di durezza ma rappresenta il residuo fisso che si forma a seguito dell’evaporazione dell’acqua e la conseguente precipitazione dei sali minerali nei bordi delle stoviglie. Questo fenomeno accade anche con acque oligominerali!

Andiamo allora a conoscere da vicino ogni parametro ed il suo “ruolo” nell’acqua:

pH. Questo parametro rappresenta il grado di acidità dell’acqua, che deve essere circa neutra o leggermente acida. Dal pH dipendono fortemente gli equilibri delle altre sostanze chimiche presenti nell’acqua.

Limiti di legge: il pH deve essere compreso tra 6,5 e 9,5.

La maggiore acidità può compromettere sapore e odore e corrodere le tubature. L’acidità dell’acqua dipende dalle rocce che attraversa e dalle sostanze di cui si arricchisce, ma anche da alcuni trattamenti che l’acqua può subire in fase di potabilizzazione. Valori anomali di pH possono essere dovuti anche a inquinamento da sostanze chimiche, acidi o basi forti.

Durezza totale. È una grandezza che esprime il contenuto totale di carbonati di calcio e magnesio.Si esprime in gradi francesi (°F). È in base alla durezza che le acque vengono classificate da dolci (<15 °F) a dure (>30 °F). La durezza dell’acqua non ha effetti negativi sulla salute (se non, al limite, per persone con calcoli e problemi di digestione, diuresi, ipertensione) ma è più un problema per le incrostazioni di elettrodomestici, sanitari, ecc…

Un’acqua molto dolce non è consigliabile a tutti: l’acqua piovana, per esempio, ha una durezza molto bassa, perché è molto povera di sali e infatti andrebbe bene per alimentare elettrodomestici, caldaie, per l’uso con i detersivi. Ma bere acqua quasi distillata impoverisce l’organismo dei minerali necessari alle funzioni vitali. Le aree marine possono avere acque più dure, per la contaminazione con acque salmastre.

Limite di legge: non c’è un vero limite per la durezza, ma una nota ai parametri suggerisce per le acque destinate al consumo umano una durezza compresa tra 15 e 50°F. Il limite inferiore (15°F) nasce dall’esigenza di mettere un freno ai pos­sibili trattamenti di addolcimento molto spinti.

Residuo fisso a 180°C. E’ il parametro che esprime il quantitativo dei sali disciolti nell’acqua (sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruri, solfati e bicarbonati) . Più il valore è elevato, maggiori sono le quantità di sali disciolti in quell’acqua; questo valore corrisponde alla parte solida che rimane dopo aver fatto evaporare alla temperatura di 180°C , un litro di acqua.

Questo parametro è diventato “famoso” perchè abusato nella pubblicità delle acque minerali, che si dividono in:

– minimamente mineralizzate: fino a 50 mg/l;

– oligominerali o leggermente mineralizzate: da 50 a 500 mg/l;

– ricche di sali minerali: oltre 1500 mg/l.

Limite di legge: per le acque destinate al consumo umano non c’è un valore fisso di legge, ma, come per la durezza, solo un valore massimo consigliato. Il residuo fisso dovrebbe essere inferiore ai 1500 mg/l.

Questo valore è in effetti quello che assicura che l’acqua al rubinetto non sia eccessivamente carica di sali e quindi non adatta a tutte le tipologie di utenza. Scopo principale dell’acqua che arriva nelle case dei cittadini, destinata ad essere consumata per usi alimentari e potabili, è che sia adatta a tutte le classi di popolazione: bambini, anziani, soggetti sensibili, donne in gravidanza, e che non lasci sguarnita di elementi indispensabili alle funzioni vitali nessuna “categoria”.

Conducibilità: è il parametro tramite il quale si individua la quantità di sali disciolti nell’acqua. Anche se a onor del vero questo parametro è molto legato con la presenza del sodio e del potassio nell’acqua. Tanto più sodio è presente nell’acqua tanto più alto sarà il valore della conducibilità.

Limite di legge: la conducibilità deve essere inferiore a 2500 microS\cm

Calcio. La presenza di calcio dipende dalla provenienza dell’acqua che scorre a lungo in aree con rocce calcaree o dolomitiche. Il calcio è un elemento indispensabile per i denti e per le ossa, in particolare è utile in gravidanza e in età avanzata. Non ci sono controindicazioni, nemmeno in presenza di malattie cardiovascolari. Le acque che contengono più di 150 mg/l di calcio sono indicate per donne in gravidanza, allattamento, menopausa, cioè casi in cui c’è un maggiore fabbisogno fisiologico di questo elemento.

Limite di legge: nessuno.

Sodio. È un elemento molto diffuso sulla superficie terrestre ed è molto solubile, quindi l’acqua scorrendo tra le rocce si arricchisce di questo minerale, in particolare in presenza di materiali silicei.

Le aree marine possono, proprio per la vicinanza con il mare che potrebbe infiltrarsi nelle falde, avere un’acqua con maggiore contenuto di sodio. Il sodio, utile al nostro metabolismo, può rappresentare un problema solo per persone ipertese (le pubblicità delle acque minerali insistono senza motivo su questo parametro). Comunque il contenuto di sodio che apporta l’acqua che beviamo è irrisorio rispetto a quello dato dai cibi, per cui se veramente lo vogliamo controllare bisogna fare attenzione alla dieta. È vero invece che, in particolare d’estate, sudando molto, è importante reintegrare le perdite di questo minerale.

Limite di legge: 200 mg/l.

Fluoruri. La concentrazione di fluoro dipende molto dalle aree geografiche e dal fatto che le acque siano sotterranee o superficiali. Il fluoro è un elemento indispensabile per il nostro organismo, costituisce le ossa e i denti (aiuta a prevenire carie). Poiché ci sono diversi canali di assunzione (acqua e alimentazione, ma anche aria e dentifricio) e una quantità eccessiva questo elemento può causare fluorosi ai denti, è necessario evitare sovradosaggio.

In alcuni paesi (Stati Uniti, Paesi scandinavi) con bassi livelli di fluoro alla sorgente, il fluoruro viene anche addizionato alla rete idrica per i suoi effetti benefici sulla dentizione. Da noi questo non è necessario.

Limite di legge: 1,5 mg/l.


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