Impianti Biomassa in Sicilia, facciamo attenzione.

Sta diventando allarmante la situazione sulle Bio masse in Regione.

Gli impianti di Biomassa sono considerati impianti ad energia rinnovabile e bruciano come è noto del cippato che proviene dapotature di alberi. La filiera è semplice, si tagliano gli alberi, si portano nell’impianto che li riduce a cippato che poi viene usato per alimentare i forni. Non entriamo nel merito delle sovvenzioni che girano dietro queste pseudo tecnologie verdi che sono l’unico motivo per far attivare questi impianti, e nemmeno nelle tantissime segnalazioni di allarme sulle emissioni in atmosfera che questi impianti hanno.

L’Associazione Rifiuti Zero Sicilia lancia l’allarme sull’approvvigionamento. Esiste un impianto già attivo al centro della Sicilia a Val Dittaino che già è stato autorizzato per produrre 20 MWe di eneriga. Questo vuol dire, come è riportato nel sito dell’ENEA, che ci vogliono circa 240000 tonnellate anno di cippato. Ad oggi l’Azienda che gestisce questo impianto ha già autorizzato un contratto per tagliare gli eucalipti della nostra Regione. Qui di seguito le foto dei tagli che abbiamo visto in diverse province.

Immagine in linea 1

Ci preoccupa parecchio il fatto che conosciamo almeno altri 3 progetti nel territorio Siciliano uno dei quali è già alla conferenza dei servizi (L’impianto di Furnari) e che nella maggior parte dei casi il raggio d’azione di taglio per alimentare questi impianti è sovrapponibile. Ci chiediamo come sia possibile. Vorremmo sapere come si pensa di alimentare questi impianti. La Regione Sicilia può coprire forse la produzione di legna per l’impianto già realizzato. E per gli altri? Come si pensa di volerli alimentare? Il Legno arriverà da fuori? E per gli impianti di compostaggio che dovranno partire dove la frazione secca viene aggiunta per gestire al meglio il processo di compostaggio da dove la prendiamo?

Non vorremmo che nella mancanza di pianificazione ci si ritrovi con degli impianti che ala fine non potranno essere alimentati con un aumento impressionante di camion e di navi che porteranno legna da bruciare, come sta succedendo in altre Regioni. L’asse viario ed i porti della nostra Regione sono già fragili, non possiamo permetterci un tale sovraccarico. Dato che siamo ancora in tempo, fermiamo l’iter autorizzativo per tutti gli impianti Regionali finché non si avrà un quadro chiaro e complessivo della situazione.


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