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Prima di pianificare la gestione dei Rifiuti bisogna studiare i Territori

Da anni ormai mi sono appassionato alla questione dei rifiuti, in qualche modo mi sento un p√≤ un rifiutologo. Leggo, studio, imparo da chi ha iniziato questo percorso prima di me e da autodidatta perch√© di questi argomenti nelle universit√† si discute molto poco. Da anni si parla di “munnizza” con un’accezione negativa, associandola a Mafia, malavita, cattiva politica, inquinamento. E con questo spirito si √® andati avanti di emergenza in emergenza. L’ultima direttiva Siciliana che si pu√≤ scaricare sul sito della Regione mi preoccupa moltissimo, perch√© la rivoluzione tanto attesa dal nuovo governo regionale in materia di Rifiuti ho paura che ci sar√†, ma per le strade. Stiamo arrivando ad un punto di non ritorno. La folle pianificazione dettata da logiche politiche e non tecniche (vedi le SRR) porter√† la Sicilia al disastro definitivo. Ma facciamo un attimo il punto della situazione.

Analizzando la situazione Siciliana bisogna tenere in considerazione che paghiamo ancora le scelte ventilate dal governo Cuffaro del 2008 che voleva far costruire 4 mega inceneritori in diversi punti della nostra Regione. Questo ha bloccato completamente l‚Äôiter di implementazione degli impianti favorendo di fatto un altro grande cancro che c‚Äô√® nella nostra regione: le discariche. Il blocco di quell‚Äôassurdo progetto, grazie anche alle associazioni ambientaliste tra cui Associazione Rifiuti Zero Sicilia, ha portato da una parte alla mancata costruzione dei suddetti impianti da una parte e la continua incertezza ed instabilit√† politica dall’altra non ha permesso una seria discussione in merito alla pianificazione e progettazione di una vera e rivoluzionaria inversione di tendenza. Altri interessi sono intervenuti, quelli dei proprietari delle discariche che hanno di fatto invaso il mercato con le loro ditte, che, forti di una potenza economica impressionante, hanno gestito la raccolta ed il trasporto dei rifiuti nelle loro stesse discariche hanno aperto piattaforme CONAI insomma hanno lavorato in regime di monopolio indiscusso. Questo grazie anche all‚Äôorganizzazione degli ATO che, passando adesso ad SRR con bandi unici, non faranno altro che favorire le grandi corporazioni Siciliane ed Italiane con il rischio di far lievitare ancora di pi√Ļ i costi di gestione. E certo perch√© se si faranno bandi unici di raccolta e conferimento in discarica, come scritto nella direttiva, l’importo di base d’asta di questi bandi sar√† altissimo. E chi oggi ha il potere economico per sostenere cifre enormi? Chi ha questa potenza economica? Indovinate: Le aziende proprietarie di Discariche.

Per lavoro mi capita di girare la Sicilia e noto che c’√® moltissimo spazio verde tantissima campagna, intorno ai Comuni e da rifiutologo so benissimo che il primo nemico della discarica e dei cassonetti √® l’umido. Questo √® il rifiuto pi√Ļ antico della storia dell’uomo ed √® sempre stato gestito per secoli, senza arrecare problemi ambientali gravissimi di cui noi siamo concausa quando buttiamo i nostri rifiuti. Solo negli ultimi 30 anni √® diventato un autentico rischio ambientale grazie alla grande invenzione delle discariche. Dall’osservazione di questi immensi spazi verdi ho iniziato a cercare dati relativi ai Comuni cercando di dimostrare con i numeri quello che ho osservato. Ed in effetti FUNZIONA!!! La Sicilia √® fatta per lo pi√Ļ da piccoli comuni e con tantissimo terreno agricolo a disposizione, solo che la nostra percezione √® modificata dal cemento e dal punto di vista dei grandi numeri. ATO e oggi SRR fanno in modo che piccoli numeri diventino enormi con una progressione nemmeno lineare ma esponenziale. Basti pensare a come si sono ridotti i comuni con questa folle pianificazione. E’ un p√≤ come gli atomi e le molecole. Gli atomi sono piccole relat√† che sono governate da regole che nelle molecole non valgono, e le molecole a loro volta sono governate da altri principi. Scusate la deformazione professionale ma mi piace osservare il particolare per capire il generale.

Ho messo un p√≤ di tempo per elaborare questi grafici, perch√© stranamente non ho trovato nulla su internet. Lo sforzo √® stato ricambiato da una visione certamente pi√Ļ concreta della situazione siciliana. Come sappiamo in Sicilia ci sono 9 province e 390 comuni:

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Catania n¬į58 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Palermo n¬į82 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Messina n¬į108 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Agrigento n¬į43 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Caltanissetta n¬į22 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Ragusa n¬į12 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Siracusa n¬į21 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Trapani n¬į24 Comuni

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Provincia di Enna n¬į20 Comuni

Sotto trovate dei grafici che fanno vedere, divisi per settore, il numero di comuni con abitanti divisi tra 80000 e 60000, 55000 e 40000, 40000 e 20000, 20000 e 10000 e < 10000.

Caltanissetta catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa TrapaniAppare evidente che la maggior parte dei comuni sono con un numero di abitanti sotto i 10000 abitanti (parte della torta di colore celeste! Quindi sono tutti piccoli comuni! E, nella totalit√† dei casi sono comuni con tanto terreno a disposizione che rende di fatto difficile l’ottomizzazione del servizio per un’unica ditta. Per questo bisogna tornare la gestione ai comuni e dare agli ATO la responsabilit√† di controllo e di gestione dei dati analitici. Per riassumere ben l’84% dei comuni √® sotto i 20000 abitanti di cui il 72% sotto i 10000.

Regionale

Da questa prospettiva adesso si può iniziare ad immaginare un modello che sia economicamente vantaggioso per tutti e non solo per le discariche!

 

 


Categorie: Ambiente, Rifiuti

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