Sugli impianti di “potabilizzazione” – Osmosi, Addolcitore, a carboni attivi

Molte persone montano impianti di “potabilizzazione” dell’acqua nel sotto lavello della propria abitazione per eliminare l’acquisto delle acque in bottiglia. Spesso però i rivenditori di questi impianti ingannano i consumatori sostenendo che l’acqua del rubinetto sia inquinata solo per vendere i propri impianti. Posto che l’acqua del rubinetto è potabile ed è controllatissima e che dipende dal cittadino mantenere pulite le proprie vasche al fine di mantenere la potabilità fino al rubinetto, abbiamo pensato di spiegare in maniera semplice e disinteressata come funzionano gli impianti di “potabilizzazione” e quali siano i pro ed i contro.

Ne esistono di tre tipi:

– A Carboni Attivi;

– Addolcitore;

– Osmosi inversa.

Quello a Carboni Attivi toglie il sapore di cloro che può essere presente ai rubinetti per un non corretto utilizzo del disinfettante in fase di potabilizzazione da parte del Gestore. Il vantaggio è quello di avere un’acqua con un sapore neutro e con tutti i sali minerali dentro, i contro sono rappresentati dal potenziale aumento della carica microbica nel bicchiere in cui è contenuto il filtro a carboni attivi ed è quindi necessario monitorare la carica microbica e sostituire i filtri con una certa frequenza.

L’addolcitore toglie invece il cosi detto “Calcare” dall’acqua. Questo processo vede la sostituzione degli ioni Calcio e Magnesio con due atomi di Sodio. Questo processo da un lato toglie il fastidio dei rubinetti macchiati di bianco ma dall’altro può rendere l’acqua non potabile e pericolosa per chi soffre di patologie cardiache. Il Sodio infatti rende l’acqua più “salata” ed il sale per le patologie cardiovascolari non è consigliato. Inoltre la Durezza nell’acqua in genere è abbondantemente al di sotto dei 50 °F che  è il valore al di sopra del quale si sconsiglia di bere quell’acqua. Pertanto ne sconsigliamo l’utilizzo sull’intera rete di distribuzione e consigliamo di mettere degli addolcitori solo prima degli elettrodomestici

L’osmosi inversa invece ha diversi punti critici. Bere acqua osmotizzata, un’acqua che cioè ha un pH acido (tra i 5,5 ed i 6,5) per lungo tempo può portare all’insorgenza dell’osteoporosi. Il pH del sangue umano è di 7,4 ed è sistema tampone leggermente basico. Se si assume acqua acida o alimenti acidi il nostro corpo reagirà cercando di immetere nel sangue sali minerali basici come: calcio, sodio, potassio, zinco e altri minerali che sono presenti nelle ossa. Questo ovviamente succede nel lungo tempo, se cioè si beve acqua con pH acido per molto tempo (se notate, le acque minerali hanno spesso un pH acido). Vi consigliamo pertanto di consultare professionisti e di diffidare da presunti tali.

Il Laboratorio Progetto Ambiente & C. s.a.s. vi offre appunto l’opportunità di consultare professionisti che vi sapranno suggerire il miglior modo per avere fiducia dell’acqua del rubinetto che oggi è più controllata delle acque minerali. Abbiamo la fortuna di avere l’acqua potabile nei nostri rubinetti, fortuna che ancora oggi molti non hanno. Basta eseguire le analisi, investendo molto meno rispetto al costo di questi impianti ed avendo un risultato più affidabile.

Qui il video che il Dr. Chim. Danilo Pulvirenti ha ideato e che ha realizzato in collaborazione con la Sidra.


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